LA NOSTRA STORIA

Hockey Club Chiasso: Oltre sessant’anni di ghiaccio, passione e identità rossoblù

Il Saluto del Presidente

“La storia del Chiasso è pur sempre quella di un piccolo club, che ha dovuto affrontare non poche difficoltà nel corso del tempo, soprattutto di natura finanziaria e infrastrutturale. Allo stesso tempo, però, è una grande storia perché scritta con passione da parte di decine e decine di persone che hanno dedicato le proverbiali ‘anima e corpo’ affinché il nostro sodalizio potesse nascere, sopravvivere ed infine farsi conoscere in tutta la Svizzera.”

“A differenza di altre realtà, il Comitato ha sempre fatto ‘il passo secondo la gamba’. Mai voli pindarici, mai esaltazioni. E dalle vicissitudini storiche i colori rossoblù sono sempre risorti più belli e splendenti di prima, come un patrimonio insostituibile di tutta la regione del Mendrisiotto.”

 

1. Le Origini e i Pionieri (1965 – 1970)

Tempi andati, lontani. Un altro mondo e un altro hockey. Le stagioni della “frontiera” dell’HC Chiasso sono state epoche pionieristiche e romantiche, in cui i primi passi nel mondo del disco su ghiaccio vennero mossi da un club che, all’inizio, era di Chiasso solo di nome ma non di fatto[cite: 1]. I primi discatori della squadra rossoblù erano infatti giovani appassionati di Mendrisio, attirati al confine dalla presenza di una pista di ghiaccio artificiale[cite: 1].

I Primi Maestri e le Strutture “Eliche”


Formazione dei Pionieri HCC

I primi storici allenatori furono due operai delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS): Sergio Gobbi (con un passato nelle file dell’Ambrì) e Antonio Lonardi[cite: 1]. Con autentico spirito decoubertiniano guidarono i ragazzi in un contesto dove i comfort erano inesistenti: come spogliatoio c’era solo una baracca di legno in cui si accendeva una stufa per attenuare il freddo[cite: 1]. L’unico materiale fornito dal club era la maglia rossoblù, pesante, fatta di lana, con la scritta bianca HCC[cite: 1].

La primissima partita ufficiale venne disputata nella stagione 1965/66 in Coppa Svizzera contro l’HC Bellinzona (sconfitta per 5-2), guidati dal primo capitano Giuseppe “Peppo” Delcò[cite: 1]. Nel maggio del 1966, con l’avvento di Giuseppe Pina come primo storico Presidente, l’HCC si iscrisse ufficialmente al campionato[cite: 1].

Gli Anni in “Altalena” (1970 – 1984)

La crescita del club fu lenta ma costante, segnata da sfide logistiche e da un progressivo, straordinario investimento nel settore giovanile.

Stagione 1970/71: Campioni Ticinesi e il “Caso Urdorf” Successo

Sotto la presidenza di Elio Lurà e il ritorno in panchina di Valerio Fornasier, il Chiasso si laurea Campione Ticinese alla Resega contro il Lugano II[cite: 1]. Nelle finali contro l’Urdorf succede però il finimondo: sul 5-4 per il Chiasso nel match di ritorno, l’Urdorf fa entrare un uomo di troppo dalla panchina delle punizioni[cite: 1]. L’accompagnatore Sergio Gobbi suona la sirena in buona fede per segnalare l’errore agli arbitri; i giocatori svizzero-tedeschi si rifiutano di riprendere il gioco abbandonando il campo con la scusa di “dover prendere il treno”[cite: 1]. Nonostante i reclami, la Federazione ordinò la ripetizione del match, ma il Chiasso riuscì comunque a qualificarsi grazie alla differenza reti[cite: 1].

Stagione 1973/74: La nascita dei Novizi e le battaglie di nervi

Sotto la guida del presidente Pepi Gianini, il Chiasso sfiora le finali promozione perdendo un tesissimo spareggio-guerra di nervi contro il Bellinzona per 6-3[cite: 1]. È una stagione chiave perché la “famiglia” si allarga: alla squadra Juniori si affianca ufficialmente la prima compagine della categoria Novizi[cite: 1]. Viene stabilita la politica societaria: dare priorità assoluta alla crescita e all’inserimento dei giovani del vivaio locale[cite: 1].

Stagione 1975/76: Il Decennale e la presidenza di Mino Rezzonico

L’HCC taglia il traguardo dei 10 anni di attività sportiva[cite: 1]. Diventa presidente Mino Rezzonico, considerato da tutti un vero e proprio “padre” per il Club per la sua dedizione totale[cite: 1]. Nascono i primi camp estivi di allenamento atletico (a Mezzovico) grazie a Silvio Baumgartner e fa il suo ingresso una colonna del club: Remo Summerer, responsabile dei materiali e infaticabile organizzatore[cite: 1].

Stagione 1977/78: L’aneddoto del famoso “Orologio di Mezzovico” Curiosità

Una stagione memorabile non solo per il ghiaccio, ma per un curioso aneddoto strutturale. La Federazione impose l’obbligo di abbandonare i cronografi manuali[cite: 1]. Sfruttando la chiusura forzata della pista coperta di Mezzovico (il cui tetto era crollato per una forte nevicata), il Chiasso ne acquistò il tabellone-timer[cite: 1]. Tuttavia, l’orologio era progettato per essere appeso a un soffitto: la pista di Chiasso, essendo all’epoca completamente scoperta, non offriva appigli[cite: 1]. I costi di conversione erano proibitivi e il costoso tabellone vicino a bordo pista rimase per anni parcheggiato su un carretto senza mai essere acceso[cite: 1]!

Stagione 1981/82: Arrivano le nuove tribune e gli spogliatoi

Sotto la presidenza di Alberto De Grady, il Comune di Chiasso realizza un investimento fondamentale di 1,35 milioni di franchi per la reconstruzione definitiva dei manufatti della pista: nasce la tribuna coperta, il blocco con i nuovi spogliatoi moderni e la buvette[cite: 1]. Alla fine di questa stagione, dopo quasi 20 anni di impagabile servizio, lascia il club Silvio Baumgartner, colonna portante delle origini e successivamente nominato Membro Onorario[cite: 1].

Il Consolidamento e le Nuove Sfide (1984 – 2010)

I decenni successivi hanno segnato il definitivo passaggio dell’HC Chiasso a realtà consolidata del panorama hockeystico regionale, caratterizzato da importanti ammodernamenti strutturali e da indimenticabili cavalcate nei campionati nazionali.

Stagione 1989/90: La storica promozione in Prima Lega Traguardo

Sotto la guida tecnica del club e grazie a un gruppo coeso formato in gran parte da elementi cresciuti nel vivaio locale, il Chiasso compie il grande salto. Al termine di una stagione regolare dominata e di playoff vissuti sul filo del rasoio, i rossoblù conquistano la promozione in Prima Lega, il massimo livello del hockey dilettantistico svizzero. È il coronamento di un progetto iniziato vent’anni prima con i pionieri delle FFS.

Stagione 1994/95: Il Trentennale e la svolta della Pista Coperta

Mentre la società festeggia i suoi primi 30 anni di vita, arriva la svolta tanto attesa da generazioni di discatori e tifosi: il Comune approva e avvia il progetto per la copertura definitiva della pista di ghiaccio. Giocare e allenarsi sotto le intemperie o con il rischio di rinvii per la neve diventa finalmente un ricordo. La nuova struttura coperta trasforma l’impianto in un vero e proprio stadio moderno, garantendo regolarità agli allenamenti di tutte le categorie e del settore giovanile, che continua a espandersi.

Stagione 2002/03: Gli anni d’oro in Seconda Lega e i derby infuocati

Dopo alcune stagioni di transizione e riassestamento finanziario, il Chiasso si stabilizza come una delle corazzate più temute della Seconda Lega. Gli incontri casalinghi registrano una affluenza record di pubblico, in particolare i caldissimi derby contro le altre compagini ticinesi. La filosofia del club rimane immutata: la spina dorsale della prima squadra deve essere rigorosamente indigena, supportata da innesti mirati di esperienza provenienti dalle leghe superiori.

Stagione 2007/08: Il focus sul Settore Giovanile e le sinergie

Consapevole che il futuro del club risiede nella base, la dirigenza lancia un piano di rinnovamento del settore giovanile. Vengono potenziate le scuole d’hockey per i più piccoli e si stringono importanti sinergie con le altre realtà sportive del Mendrisiotto per permettere a tutti i ragazzi della regione di praticare lo sport del disco su ghiaccio. I frutti non tardano ad arrivare, con le categorie giovanili del Chiasso che si impongono regolarmente nei rispettivi campionati regionali.

Stagione 2009/10: Verso il Cinquantennale Evoluzione

Il club si affaccia al nuovo decennio con una struttura societaria solida e un’identità profondamente radicata nel territorio. Nonostante le crescenti pressioni economiche che colpiscono lo sport dilettantistico, l’HC Chiasso dimostra che la stabilità finanziaria e il rispetto del budget — il famoso “passo secondo la gamba” citato dal Presidente — sono l’unica via per garantire la sopravvivenza e il successo a lungo termine dei colori rossoblù.

L’Era Moderna: Presidenti, Imprese e Resilienza (2010 – Oggi)

Il nuovo millennio ha messo a dura prova lo sport dilettantistico, ma l’HC Chiasso ha saputo rispondere alle sfide economiche e strutturali con la forza dei suoi presidenti, l’attaccamento ai colori rossoblù e imprese sportive indimenticabili.

Stagioni 2010 – 2014: La Presidenza Cantiani e la favola della Prima Lega Epoca d’Oro

I primi anni del decennio sono indissolubilmente legati alla figura dello storico presidente Carlo Cantiani. Sotto la sua guida lungimirante, l’HC Chiasso vive un’autentica primavera sportiva, dimostrando che pianificazione, competenza e grande passione possono colmare qualsiasi tipo di divario di budget:

  • Stagione 2010/11: I rossoblù firmano un’impresa leggendaria, conquistando il 1° posto assoluto nella regular season di Prima Lega (Gruppo 1 – Ostschweiz). La corsa al titolo si ferma solo nelle accesissime semifinali playoff contro l’EHC Oberthurgau.
  • Stagione 2012/13: Il Chiasso si conferma tra le grandi del hockey della Svizzera orientale. Chiude la stagione regolare al 4° posto e infiamma il pubblico di casa lottando fino all’ultimo secondo nelle semifinali playoff contro la corazzata EHC Winterthur.
  • La svolta giovanile: Parallelamente ai successi della prima squadra, Cantiani impone una rigorosa politica di risanamento e di valorizzazione del vivaio, portando con orgoglio la compagine degli Juniori nella prestigiosa categoria “Top”.

Anno 2015: Il lutto, la transizione con Nicola Medici e il Cinquantennale Orgoglio

Il 2015 si abra con una notizia drammatica che scuote l’intero Ticino sportivo: a gennaio, un malore improvviso porta via il presidente Carlo Cantiani a soli 60 anni. In un momento di profondo smarrimento, l’ex difensore e storico capitano Nicola Medici assume la presidenza della società con spirito di servizio, per garantire continuità sportiva e societaria.

Sotto la guida di Medici, l’8 luglio 2015 il club taglia il prestigioso traguardo dei 50 anni di storia. Le celebrazioni culminano in una memorabile festa popolare e in una partita esibizione finita 7-7 tra la prima squadra e un All Star Team ricco di campioni svizzeri passati dal ghiaccio di Chiasso. Medici traghetta la società fino al 2017, consolidando la filosofia societaria del passo secondo la gamba ed evitando pericolosi squilibri finanziari.

Stagioni 2017 – 2024: La Presidenza Galfetti, la Seconda Lega e le sfide strutturali

Nel 2017 la presidenza passa a Claudio Galfetti (già attivo come vicepresidente negli anni precedenti). Il club sceglie di autoregolamentarsi stabilizzandosi in Seconda Lega, concentrando ogni sforzo economico sul potenziamento delle infrastrutture e sulla base giovanile.

  • Resilienza e salvezza (Stagione 2023/24): In un campionato di Seconda Lega sempre più competitivo e fisico, la prima squadra guidata in panchina da coach Claudio Grisi affronta momenti complessi ma ne esce a testa alta. Nelle decisive sfide playout, i rossoblù sfoderano il carattere e blindano la categoria superando l’HC Sciaffusa con un perentorio 8-1 nel match decisivo.
  • Sinergie Regionali: Per sopperire alla mancanza di spazi e ai limiti strutturali della storica pista, Galfetti stringe importanti accordi logistici ed educativi con le realtà sportive del territorio (tra cui SAV Vacallo e FC Chiasso), dotando i ragazzi di una moderna sala pesi e di programmi atletici d’avanguardia.

Stagione 2025/2026: I 60 anni del Club e la 40ª edizione del TIG Oggi

L’Hockey Club Chiasso entra ufficialmente nell’anno del suo 60° anniversario di fondazione (1965-2025). Con una base solidissima di circa 170 membri attivi e un settore giovanile in salute, la società festeggia contemporaneamente un altro record: la 40ª edizione del Torneo Internazionale Giovanile (TIG).

Questo storico torneo si conferma l’evento fiore all’occhiello del club: ogni anno, centinaia di giovanissimi atleti provenienti da tutta Europa arrivano nel Mendrisiotto, trasformando Chiasso nella capitale dell’hockey giovanile, dove il confronto sportivo si unisce a una straordinaria esperienza di scambio culturale.

Un’eredità che continua

Dalle maglie di lana pesanti lavate in casa ai moderni spogliatoi, dai “Coca-Cola Match” inventati negli anni ’60 per fare gruppo, fino al raggiungimento dei traguardi nazionali odierni. L’Hockey Club Chiasso ha costruito la sua casa un mattone alla volta, senza mai fare il passo più lungo della gamba, ma spinto da un unico, grande e inossidabile motore impresso indissolubilmente nel DNA rossoblù: la passione.